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Le Castagne Usi in Cucina e Conservazione

Le Castagne Usi in Cucina e Conservazione

In autunno i castagneti si ricoprono di piccoli scrigni pungenti che racchiudono al loro interno i tesori più buoni, le castagne.

Le castagne sono uno dei frutti più apprezzati dell’autunno, periodo in cui vengono a maturazione. Da settembre a novembre i ricci si staccano dai rami e cadono a terra liberando il loro prezioso contenuto, dei frutti gustosi e versatili in cucina, sono molto buoni, ricchi di fibre, di amido, di potassio e vitamine B, e cosa importante non sono così ricche di calorie come si pensa.

Come dicevamo si prestano molto bene in cucina per diverse preparazioni, se ne ricava farina, con cui si realizzano dolci, pane o pasta, si possono cuocere per ottenere una deliziosa marmellata, o si possono anche usare fresche per preparare gustosi piatti, come contorno, o per preparare ripieni, creme, o condimenti molto saporiti e particolari, in questo caso basta bollirle e usarle per le ricette desiderate, ma possono anche essere mangiate crude, o dopo averle bollite e liberate dalla buccia, in questo caso vi consiglio di lasciarle nell’acqua di cottura e sbucciarle subito ancora calde in modo che possiate sbucciarle facilmente.

Il modo forse più comune di consumare le castagne è a caldarroste, sono delle gustose castagne, incise con un coltellino, e cotte su una padella forata a fiamma bassa per alcuni minuti, si girano spesso in modo che si cuociano in modo uniforme, poi una volta cotte si avvolgono in un panno, si schiacciano un po’ con le mani e si lasciano raffreddare un po’, quando son intiepidite si riprendono si sbucciano velocemente, operazione resa più semplice proprio al panno che abbiamo usato per coprirle, che trattiene l’umidità e facilita l’operazione.

Le castagne possono essere consumate nel periodo di raccolta e conservate per i periodi in cui non se ne trovano più.

Vi sono diversi metodi di conservazione, da quelli più industriali, come la ricciaia fatta direttamente nel castagneto, che consiste nel lasciare le castagne nei ricci ammassati e ricoperti con fogliame, e la curatura che può però anche essere fatta per quantitativi modesti, quindi anche a casa, se magari abbiamo un albero di castagne in giardino, che produce tante castagne e vogliamo conservarle per tutto l’anno. La curatura, che consente di preparare il prodotto ad una lunga conservazione, si fa lasciando le castagne appena raccolte immerse in acqua fredda per un periodo che va dai 5 agli 8 giorni, in questo periodo si sviluppano dei microorganismi che favoriscono una leggera fermentazione, mentre invece gli agenti patogeni in mancanza di ossigeno vengono eliminati.

Il sistema più veloce di conservarle è congelate, a crudo fresche o anche le caldarroste sbucciate, ma in questo caso se le conserviamo per diversi mesi, il congelatore rimane bloccato per un bel po’.

Le possiamo conservare anche ridotte in farina una volta essiccate, a livello industriale ciò si fa in appositi essiccatoi, dove in delle stanze particolari vi sono due sezioni, una parte alta dove vi sono le castagne su delle travi di legno, e nella parte bassa si accende il fuoco che asciuga fino ad essiccarle. A casa possiamo metterle al sole durante il giorno o nel forno, e una volta ben essiccate si passano a ridurre in farina.

A seconda del modo usato per conservarle, avremo sempre a disposizione un prodotto fresco e conservato nel modo giusto, pronto da usare per ogni esigenza in cucina.

 
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