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Il Cedro di Calabria

Il Cedro di Calabria

Il cedro è uno dei prodotti tipici della Calabria, conosciuto come cedro di Calabria, si identifica “l’agrume nobile”, l’agrume più antico coltivato in Calabria, importato dall’oriente probabilmente durante il periodo di insediamento delle popolazioni ebraiche su tutto il territorio calabrese, in cui ha avuto la massima diffusione.

Il legame del mondo ebraico con questa pianta e in particolar modo coi suoi frutti è ancora oggi molto profondo, tanto che se i frutti rispondono a determinate caratteristiche possono diventare sacri, ed essere usati nelle cerimonie del Sukkoth “la Festa delle Capanne”, la più importante festività del mondo ebraico.

Per la Calabria tutta e in particolar modo per il comune di Santa Maria del Cedro, Scalea e Diamante, e tutto l'Alto Tirreno Cosentino definito Riviera dei Cedri, che racchiude i comuni compresi tra Paola e Tortora, il Cedro è l’elemento imprescindibile dalla vita delle popolazioni che si sono alternate su queste terre. Queste hanno saputo cogliere dal clima mite e dalle terre fertili, gli elementi fondamentali e indispensabili per trasformare una pianta semplice in una specie di qualità superiore per gusto qualità e proprietà, nonché bellezza estetica.

Il frutto è un agrume piuttosto grande e di forma allungata, con scorza molto spessa dal colore giallo che può essere liscia o ruvida, la qualità più pregiata è la “Liscia di Diamante”, dall’aroma molto intenso. Proprio questo è il frutto cercato dai rabbini, per la loro festa, selezionato direttamente alla pianta, una volta raccolti verranno esportati in tutto il mondo in occasione della festività.

Oltre all’esportazione in tutto il mondo per la festa ebraica i frutti sono destinati alle aziende locali, che li trasformano sia a scopi alimentari che farmaceutici. Molto importante sul territorio è la produzione delle della frutta candita, le essenze come la frutta candita sono molto usati in pasticceria e per la produzione di bibite analcoliche o alcoliche. Il processo di canditura è lento, ma se volete provarci trovate sul sito come preparare il cedro candito.

La parte interna del frutto viene usata dall’impresa farmaceutica per l’estrazione degli oli essenziali.

L'uso principale di questo agrume è nell'industria alimentare e farmaceutica, ma nulla vieta di consumarlo fresco, la parte predominante del frutto è la buccia, che rappresenta circa il 70% di tutto il frutto. La buccia è spesso la parte preferita da consumare, che ha un gusto dolciastro, ma se il frutto ha raggiunto una buona maturazione anche la parte della polpa, il frutto vero e proprio è buono da mangiare al naturale, o magari lo possiamo usare per dare un tocco di aroma ad un cocktail, o per preparare le granite che sono tanto buone con l'arrivo delle belle giornate. Il gusto del cedro può ricordare quello del limone, ma la sua caratteristica distintiva è proprio la buccia, e le sue dimensioni anche per 3 volte quelle di un limone.

 
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